<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?>
    <rss version="2.0"
         xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
         xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom">
        <channel>
            <title>Rss Feed lavoroinsicurezza.usb.it</title>
            <link>https://lavoroinsicurezza.usb.it/</link>
            <description>Le ultime notizie di lavoroinsicurezza.usb.it</description>
            <language>it-it</language>
            
                <copyright>Unione Sindacale di Base</copyright>
            
            <pubDate>Mon, 11 May 2026 19:18:05 +0200</pubDate>
            <lastBuildDate>Mon, 11 May 2026 19:18:05 +0200</lastBuildDate>
            
            <atom:link href="https://lavoroinsicurezza.usb.it/rss.feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
            <generator>TYPO3 News extension</generator>
            
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-153181</guid>
                        <pubDate>Tue, 05 Aug 2025 11:10:39 +0200</pubDate>
                        <title>Una strage silenziosa che ha molti assassini</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://lavoroinsicurezza.usb.it/news/leggi-notizia/una-strage-silenziosa-che-ha-molti-assassini-1114.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Ieri abbiamo superato abbondantemente il record di morti di lavoro in poche ore e non tutti insieme.</p>
<p>Ne scrive con dovizia di particolari il blog “Mortidilavoro”, annunciando la cifra sconosciuta di ben 11 morti in poche ore, ai primi di agosto. Due là, tre di qua, un paio di morti in itinere, un suicidio in caserma, due immigrati scampati al naufragio della loro barchetta, giovani senza formazione, volontarie, infermieri, uno sfortunato paziente in trasferimento, un operaio schiacciato dal muletto e via scavando nei piccoli giornali di provincia.&nbsp;</p>
<p>Sui grandi giornali fanno testo solo le grandi stragi, quelle che sollevano il cordoglio unanime e meritano dichiarazioni stampa sempre uguali da parte della Ministra, dei sindacalisti di mestiere, dei politici addetti ai lavori.&nbsp;</p>
<p>Da qualche anno, da quando la USB e rete Iside hanno avviato la campagna per l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro e lesioni gravi e gravissime su cui hanno raccolto decine di migliaia di firme su una proposta di legge che giace in Senato da ormai più di un anno (chissà perché i senatori che l’hanno poi firmata e depositata non ne chiedono la discussione…)l’attenzione mediatica e politica si è fatta un po’ più stringente, tutti si affannano a commentare, nessuno che abbia qualche idea per affrontare la strage, molti si affannano a precisare che però sono contrari all’introduzione del reato di omicidio sul lavoro.</p>
<p>Sia mai si dovessero incazzare i padroni!</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://lavoroinsicurezza.usb.it/fileadmin/archivio/lavoroinsicurezza/IMG-20250805-WA0007.jpg" length="126452" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-135739</guid>
                        <pubDate>Tue, 24 May 2022 14:37:17 +0200</pubDate>
                        <title>Morti di lavoro, il Veneto strappa alla Lombardia il primato del sangue versato: 55 vittime nel 2022. USB: introdurre il reato di omicidio sul lavoro</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://lavoroinsicurezza.usb.it/news/leggi-notizia/morti-di-lavoro-il-veneto-strappa-alla-lombardia-il-primato-del-sangue-versato-55-vittime-nel-2022-usb-introdurre-il-reato-di-omicidio-sul-lavoro-1439-1-2.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<div><p>Alessandro Zabeo, 34 anni, lavoratore portuale interinale, è morto lunedì sera all’ospedale di Mestre, dove era stato ricoverato e operato alla testa. Era caduto da un’altezza di tre metri durante le operazioni di scarico sulla portacontainer Ital Bonus, ormeggiata al terminal Vecon di Porto Marghera.</p></div><p>Alessandro è la vittima del lavoro n.402 del 2022, secondo i dati dell’Osservatorio Sicurezza Rete Iside-USB, comprensivi delle morti in itinere.&nbsp;</p>
<p>Contro questo stillicidio di sangue, USB e Rete Iside sono andate oltre gli stucchevoli comunicati di routine e, con il sostegno fondamentale delle deputate di ManifestA hanno presentato alla Camera un progetto di legge per l’introduzione nel codice penale del reato di omicidio sul lavoro. A supporto della proposta è aperta una <strong><a href="https://www.change.org/p/omicidio-sul-lavoro-ora-approvare-la-legge?utm_source=share_petition&amp;utm_medium=custom_url&amp;recruited_by_id=fab171e0-c53e-11ec-86a4-497e948c76f9" target="_blank" rel="noreferrer">petizione online</a></strong> al presidente Fico affinché il testo sia discusso quanto prima dal Parlamento italiano.&nbsp;</p>
<p>Con la tragedia di Porto Marghera, il Veneto supera la Lombardia in testa alla classifica per regioni delle morti di lavoro: 55 in Veneto, 54 in Lombardia. Le due regioni insieme totalizzano un quarto delle vittime del lavoro in Italia (al terzo posto c’è il Piemonte con 35), un segno che l’emergenza è massima proprio dove impera la religione del profitto, costi quel che costi.</p><div></div><div><p><strong>Morti di lavoro 2022 per regione*</strong></p></div><div></div><div><p>Veneto 55</p></div><div><p>Lombardia 54</p></div><div><p>Piemonte 35</p></div><div><p>Lazio 33</p></div><div><p>Campania, Puglia 28</p></div><div><p>Emilia Romagna 26</p></div><div><p>Sicilia 24</p></div><div><p>Toscana 22</p></div><div><p>Marche, Calabria 18</p></div><div><p>Abruzzo, Sardegna 9</p></div><div><p>Liguria 8</p></div><div><p>Trentino, Umbria, Estero 7</p></div><div><p>Valle d'Aosta, Molise 5</p></div><div><p>Basilicata 4</p></div><div><p>Alto Adige, Friuli Venezia Giulia 3</p></div><div></div><div><p>*dati aggiornati al 23 maggio 2022</p></div><div></div><div><p><strong>USB – Rete Iside</strong></p></div>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://lavoroinsicurezza.usb.it/fileadmin/archivio/usb/4A2B722A-7770-49B9-B802-EA253D1CF1CA.jpeg" length="71903" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-114164</guid>
                        <pubDate>Wed, 04 Mar 2020 09:09:46 +0100</pubDate>
                        <title>Coronavirus, quali tutele per i lavoratori del Commercio?</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://lavoroinsicurezza.usb.it/news/leggi-notizia/coronavirus-quali-tutele-per-i-lavoratori-del-commercio-0913.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description>Usb denuncia come i lavoratori del commercio siano costretti a continuare a lavorare in supermercati presi d’assalto senza alcuna valutazione dei rischi specifica</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Il Covid-19, popolarmente chiamato Coronavirus, è ormai in fase di diffusione in tutte le regioni d’Italia tanto che il Governo limita, per legge, situazioni di affollamento e vicinanza eccessiva, fino a vietare uno sciopero generale.</p>
<p>Eppure nulla è stato fatto per i lavoratori del commercio, impossibilitai ad operare in smart working, anzi, commessi e cassieri, si trovano a far fronte a supermercati pieni. Una folla di persone si riversa nei punti vendita, spesso con i figli, vista la chiusura delle scuole, per fare scorte alimentari o per trascorrere alcune ore visto il fermo degli altri settori lavorativi.</p>
<p>Usb non è interessata ad inutili allarmismi, pretende invece la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori in base alle disposizioni di legge sancite dal Testo Unico 81/08. Questi ultimi non hanno ricevuto alcuna informazione specifica sul Covid-19, su quali comportamenti evitare o limitare.</p>
<p>Allo stesso modo, le aziende non hanno svolto una nuova valutazione dei rischi, obbligatoria in caso di cambiamenti sostanziali nelle condizioni nei luoghi di lavoro (art.28 e 29). Nessun Dispositivo di Protezione Individuale è stato messo a disposizione dei dipendenti e coloro che hanno osato chiederlo sono stati derisi e additati come “paranoici”.</p>
<p>In attesa dell’immediata elaborazione della Valutazione rischi specifica all’esposizione a rischio biologico, Usb pretende pause e turnazioni adeguate per i lavoratori che limitino il più possibile l’esposizione.</p>
<p>Il sindacato ha predisposto una LETTERA affinché i lavoratori possano rivolgersi agli organi competenti in materia di salute e sicurezza a partire da quelli aziendali a quelli istituzionali.</p>
<p>La lettera è a disposizione di tutti i lavoratori che faranno richiesta, tramite la mail <a href="mailto:commercio@usb.it">commercio@usb.it</a>, insieme alle modalità migliori di agire relativamente alla problematica specifica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Usb Commercio</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://lavoroinsicurezza.usb.it/fileadmin/archivio/lavoroinsicurezza/1897858.jpg" length="46700" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-113577</guid>
                        <pubDate>Mon, 10 Feb 2020 12:28:42 +0100</pubDate>
                        <title>Trasporto aereo, non si vola senza salute e sicurezza</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://lavoroinsicurezza.usb.it/news/leggi-notizia/trasporto-aereo-non-si-vola-senza-salute-e-sicurezza-1238.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description>Usb, insieme ai lavoratori, lancia la campagna su salute e sicurezza nel trasporto aereo
</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Il Trasporto Aereo è un asse strategico del nostro Paese, la sua importanza è fondamentale sia per il numero di lavoratori coinvolti sia come servizio fondamentale per la collettività.</p>
<p>In Italia, l’intero settore è ormai in una fase di privatizzazione avanzata, oltre che in balia di una deregulation senza controllo da parte delle autorità. Per questo Usb lotta, insieme ai lavoratori, per una riforma nazionale del Trasporto aereo.</p>
<p>Si tratta di un settore che, nonostante sia in continuo sviluppo con sempre più passeggeri e merce trasportata, conta sempre meno lavoratori a discapito dei diritti. Vi è ormai un ricorso costante ai contratti precari, con retribuzioni al ribasso, aumento della flessibilità e dei carichi di lavoro.</p>
<p>Le aziende e le società tagliano sul costo del lavoro e sui costi relativi a salute e sicurezza (formazione, utilizzo dei DPI, manutenzione mezzi, ecc..).</p>
<p>I tagli, di fatto, aumentano il rischio di incidenti, infortuni, sempre più spesso con esiti gravissimi o mortali.</p>
<p>USB lancia una campagna sulla sicurezza e salute sul lavoro nel Trasporto Aereo a livello Nazionale in tutti gli aeroporti italiani, potenziando con forza la propria azione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cosi come in tutti i settori, l’azione messa in campo da Usb si basa su 4 passaggi:</p>
<p>INFORMAZIONE: attraverso specifici opuscoli e documenti rivolti a delegati, Rls e a tutti i lavoratori. E’ necessario conoscere quali siano i rischi per la propria salute e sicurezza in ogni mansione svolta.</p>
<p>CONOSCENZA: utilizzo di tutte le potenzialità tecnico-legali di leggi e normative.</p>
<p>AZIONE: percorsi e vertenze, attraverso, l’aumento delle conoscenze, per denunciare in modo efficace le situazioni di rischio.</p>
<p>LOTTA: potenziamento delle azioni di lotta sindacale nei luoghi di lavoro e sui territori</p>
<p>Tutte le azioni messe in campo sono finalizzate alla CONQUISTA. Sono cioè gli strumenti per vincere, costringendo le aziende ad adottare misure davvero efficaci per prevenire i rischi e tutelare la salute dei lavoratori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Usb LavoroinSicurezza</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://lavoroinsicurezza.usb.it/fileadmin/archivio/lavoroinsicurezza/trasporto_aereo.JPG" length="38764" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-113561</guid>
                        <pubDate>Sat, 08 Feb 2020 21:09:28 +0100</pubDate>
                        <title>Lodi, USB: no alle lacrime di coccodrillo, ferrovieri e utenti hanno diritto a sicurezza e giustizia</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://lavoroinsicurezza.usb.it/news/leggi-notizia/https//wwwusbit/leggi-notizia/lodi-usb-no-alle-lacrime-di-coccodrillo-ferrovieri-e-utenti-hanno-diritto-a-sicurezza-e-giustizia-1237html.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description>È dell&#039;alba di stamane la sconvolgente notizia dell&#039;incidente ferroviario occorso a un treno Frecciarossa sulla linea Alta Velocità nei pressi di Lodi, che è costato la vita ai due macchinisti e ha provocato decine di feriti tra i passeggeri. Sulla linea teatro dell&#039;incidente si erano svolte attività di manutenzione durante la notte.</description>
                        <content:encoded><![CDATA[]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://lavoroinsicurezza.usb.it/fileadmin/archivio/lavoroinsicurezza/ferrovia.JPG" length="49652" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-113560</guid>
                        <pubDate>Sat, 08 Feb 2020 20:34:28 +0100</pubDate>
                        <title>Aeroporto di Fiumicino, ancora un gravissimo incidente coinvolge una lavoratrice ICTS</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://lavoroinsicurezza.usb.it/news/leggi-notizia/https//wwwusbit/leggi-notizia/aeroporto-di-fiumicino-ancora-un-gravissimo-incidente-coinvolge-una-lavoratrice-icts-1434html.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description>Ancora una volta il tema della sicurezza è centrale nell’aeroporto di Fiumicino: una lavoratrice ICTS è stata travolta da un mezzo aeroportuale in movimento nei pressi di una piazzola aeromobile, ha riportato gravi lesioni ed è ricoverata in ospedale.</description>
                        <content:encoded><![CDATA[]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://lavoroinsicurezza.usb.it/fileadmin/archivio/lavoroinsicurezza/Cattura.JPG" length="49249" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-113414</guid>
                        <pubDate>Mon, 03 Feb 2020 15:21:59 +0100</pubDate>
                        <title>Il 25% dei morti di lavoro sono ultrasessantenni</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://lavoroinsicurezza.usb.it/news/leggi-notizia/il-25-dei-morti-di-lavoro-sono-ultrasessantenni-1522.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description>L&#039;allungamento dell&#039;età pensionabile ha portato, un risultato aberrante, nel 2019 oltre un quarto (oltre 25%) dei morti sul lavoro sono ultrasessantenni. Lavoratori che avrebbero potuto stare in pensione e invece per ridurre gli anni di godimento della pensione si arriva a mettere in pericolo la loro vita.</description>
                        <content:encoded><![CDATA[]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://lavoroinsicurezza.usb.it/fileadmin/archivio/lavoroinsicurezza/morti-lavoro-2.jpg" length="80648" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-113413</guid>
                        <pubDate>Mon, 03 Feb 2020 15:19:52 +0100</pubDate>
                        <title>USB: basta omicidi sul lavoro, giustizia per Cristian, giovedì 9 sciopero di 2 ore in Sevel</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://lavoroinsicurezza.usb.it/news/leggi-notizia/usb-basta-omicidi-sul-lavoro-giustizia-per-cristian-giovedi-9-sciopero-di-2-ore-in-sevel-1520.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>L’Unione Sindacale di Base dà seguito allo stato di agitazione proclamato in tutti gli stabilimenti FCA dopo la morte di Cristian Terilli, ucciso sul lavoro venerdì 3 gennaio dal crollo di un impianto robotico nello stabilimento Sevel di Atessa. Per questo USB proclama uno sciopero di 2 ore per ogni turno di giovedì 9 e venerdì 10 gennaio in tutta la Sevel, in tutte le ditte in appalto e nelle aziende dell’indotto: Tiberina Sangro, Ingegneria Italia-Ma, Logiservice, FADA etc.</p>
<p>Cristian Terilli di Pignataro Interamna (Frosinone), aveva 28 anni e lascia moglie e due figlie piccole. Lavorava per la Sinergia di Piedimonte San Germano (Frosinone) che aveva subappaltato da Comau (gruppo FCA) la manutenzione in Sevel. Cristian è stato schiacciato da un gruppo sollevamento sganciatosi dalla linea robotizzata di lastratura ed è morto sul colpo.</p><ul> 	<li> 	<p>USB chiede giustizia per Cristian e per la sua famiglia;</p> 	</li> 	<li> 	<p>USB dice basta ai morti nei luoghi di lavoro;</p> 	</li> 	<li> 	<p>USB chiede il potenziamento degli enti di controllo e un sistema di prevenzione degno di uno stato civile;</p> 	</li> </ul><ul> 	<li> 	<p>USB chiede maggiore libertà di azione e rappresentanza veramente democratica per i Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;</p> 	</li> </ul><ul> 	<li> 	<p>USB dice basta al sistema dei subappalti che sono solo un modo per produrre risparmi per le aziende e aumentare lo sfruttamento dei lavoratori sottoposti sempre più a ritmi di lavoro massacranti, a discapito di salute e sicurezza.</p> 	</li> </ul><p>L’USB proclama quindi 2 ore di sciopero in tutto lo stabilimento Sevel, in tutte le ditte in appalto nello stabilimento Sevel, nelle aziende dell’indotto Sevel (Tiberina Sangro, Ingegneria Italia- Ma, Logiservice, FADA, ECC.), con le seguenti modalità:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Turno A e Centrale giovedì 9 gennaio dalle 09,00 alle 11,00</strong></p>
<p><strong>Turno B giovedì 09 gennaio dalle 15,00 alle 17,00</strong></p>
<p><strong>Turno C ultime due ore di venerdì 10 gennaio</strong></p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://lavoroinsicurezza.usb.it/fileadmin/_processed_/f/b/csm_ElisaBianchiniworkers08062019-5_4c5e70cf26.jpg" length="10901899" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-113412</guid>
                        <pubDate>Mon, 03 Feb 2020 15:19:05 +0100</pubDate>
                        <title>Il 2020 anno della guerra allo sfruttamento. Per fermare la strage dei lavoratori</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://lavoroinsicurezza.usb.it/news/leggi-notizia/il-2020-anno-della-guerra-allo-sfruttamento-per-fermare-la-strage-dei-lavoratori-1519.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Il 2019 ci lascia con una contabilità di omicidi sul lavoro di gran lunga superiore a quella degli anni precedenti. Al 26&nbsp;dicembre&nbsp;erano 696 i morti nei luoghi di lavoro, che raddoppiano contando le vittime in itinere: 1395. Il 25% delle morti ha interessato ultrasessantenni, grazie alla Fornero; il 13% lavoratori immigrati fuggiti da guerre, povertà e cambiamento climatico. Nel complesso gli infortuni sul lavoro al 30&nbsp;novembre&nbsp;assommavano a 600.000.</p>
<p>Una contabilità fredda, che non dà l'idea del dolore e dello strazio che ognuna di queste morti ha prodotto, e nemmeno delle lacerazioni provocate nel tessuto connettivo del Paese. E contabilità è il termine usato per sminuire la portata degli eventi drammatici a cui si riferisce.</p>
<p>Non abbiamo assistito ad alcun fremito di sdegno per le incessanti notizie di tragedie nei cantieri, nelle campagne o nelle piccole e piccolissime aziende che costituiscono l'identità della nostra impresa. Non un titolone sparato in prima pagina&nbsp;per indurre&nbsp;nei lettori una riflessione, un ripensamento sul modo di produzione capitalistico che sempre è alla base degli omicidi. Sfruttamento, incuria, inosservanza delle norme, certezza dell'impunibilità, a volte autosfruttamento per tenere in piedi la baracca e resistere alle intemperie della crisi, supportati dalle complicità del sistema armano quella che alcuni ancora osano chiamare fatalità.</p>
<p>Chiudiamo l'anno con 1400 lavoratrici e lavoratori in meno, con altrettante famiglie che spesso al dolore della perdita di un proprio caro devono sommare l'improvvisa perdita di un reddito e quindi di una forma di sicurezza – spesso soltanto una parvenza – per il proprio futuro.</p>
<p>Sicurezza è la parola che sempre riaffiora quando suona la campana della lugubre contabilità per avvertirci che il numeratore è cambiato.&nbsp;</p>
<p>Ma sicurezza sta diventando sempre più una parola vuota, recitata come una litania per dimostrare di conoscerne il significato e contemporaneamente di ignorarne la funzione strategica. Quanto costa la sicurezza nei luoghi di lavoro? Quanto costa dotare gli impianti di quei dispositivi in grado di ridurre se non di impedire le probabilità che un incidente accada?</p>
<p>Molti pensano che i costi siano alti e convenga rischiare l'ispezione - che arriva solo molto raramente visto lo scientifico smantellamento dei programmi di prevenzione e di repressione, di chi non adotta i sistemi di sicurezza -&nbsp;la multa, l'imprevisto che però, in questo frangente, si traduce in mutilazioni e morti.</p>
<p>C'è la certezza dell'impunità, la sicumera di chi sa che potrà sempre contare sul silenzio dei media, sull'indifferenza della società, sull'ignoranza diffusa delle norme e dei sistemi di prevenzione in cui vengono scientemente tenuti lavoratori e lavoratrici che quindi non potranno esigere, in un Paese che ha un enorme esercito di disoccupati e precari pronti a rimpiazzare senza fiatare i caduti, di veder rispettare il proprio diritto a lavorare in sicurezza.</p>
<p>Chi denuncia, chi avverte del pericolo che si corre a lavorare senza tutele e garanzie viene fatto oggetto di repressione e mobbing, quando non direttamente licenziato come sempre più spesso sta avvenendo nei confronti di RLS o semplici delegati coraggiosi che denunciano la mancanza delle minime condizioni per poter lavorare senza correre il rischio di incidenti.</p>
<p>Il 2020 non sarà diverso dal 2019 se non saremo capaci di intraprendere una lotta senza quartiere che riporti al centro la guerra allo sfruttamento e ai suoi frutti avvelenati. Non basta&nbsp;oggi&nbsp;e non basterà&nbsp;domani&nbsp;chiedere misure più severe e cogenti se non aggrediamo con forza il tema dello sfruttamento e il suo essere considerato normale nel lessico della nostra società. È la lotta di classe che potrà interrompere la drammatica contabilità degli omicidi, è la riscoperta della consapevolezza dei propri diritti che può fare la differenza. È l'impegno che assumiamo ancora con più forza per il l’anno che arriva.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Unione Sindacale di Base</strong></p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://lavoroinsicurezza.usb.it/fileadmin/_processed_/6/8/csm_ElisaBianchinigeneralstrike11112017-14_d5e4ca94b6.jpg" length="6188123" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-113411</guid>
                        <pubDate>Mon, 03 Feb 2020 15:17:55 +0100</pubDate>
                        <title>LAVORARE IN SICUREZZA: al via il confronto sull&#039;attività esterna</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://lavoroinsicurezza.usb.it/news/leggi-notizia/lavorare-in-sicurezza-al-via-il-confronto-sullattivita-esterna-1519.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>L’USB ha da tempo acceso i riflettori su organizzazione e carichi di lavoro e, più in generale, su quello che pomposamente l’Amministrazione definisce benessere organizzativo. Uno slogan spesso utilizzato nei documenti ufficiali ma puntualmente disatteso quando si tratta di passare dalle parole ai fatti.</p>
<p>L’innalzamento dell’asticella dei carichi di lavoro con la previsione di obbiettivi sempre più sfidanti e spesso avulsi dalla realtà, la riduzione progressiva e costante dei personale (10.000 unità in meno negli ultimi 15 anni), pratiche organizzative alquanto discutibili, mancata valorizzazione del personale, hanno trasformato gli uffici in una vera e propria polveriera dove il malessere dei lavoratori è palpabile.</p>
<p>Su tutto aleggia il ruolo dell’Audit interno che, invece di affiancare l’attività lavorativa intervenendo in concomitanza dei processi lavorativi, ha progressivamente assunto una funzione esclusivamente sanzionatoria intervenendo sulle lavorazioni ex post, spesso a distanza di anni e quindi di fatto rendendo complicatissimo esercitare il diritto di difesa da parte del lavoratore.</p>
<p>Il risultato è chiaro: il rischio professionale viene scaricato dall’alto verso il basso, divenendo un problema del singolo lavoratore. La casistica, da questo punto di vista, certamente non manca.</p>
<p>Dal confronto che abbiamo avviato nei posti di lavoro e che proseguirà anche il prossimo anno, abbiamo ricavato quindi un quadro preoccupante, ma anche preziose indicazioni e suggerimenti.</p>
<p>&nbsp;A tal proposito con particolare riferimento alle problematiche connesse con l’espletamento delle attività istituzionali esterne, abbiamo evidenziato alcune criticità e formulato proposte che non hanno la pretesa di essere esaustive e che, quindi, dovranno necessariamente essere arricchite e dettagliate.</p>
<p>Le riportiamo qui sotto sinteticamente:</p><ul> 	<li>per far fronte alle questioni irrisolte generate dalla <strong>“Nota sul MUV” prot. n. 0284672 del 06/12/2017</strong>, abbiamo chiesto un intervento volto a garantire la giusta valorizzazione economica dell’attività istruttoria esterna svolta dal personale dal 2018 in poi, tenendo conto delle specificità di accessi, ispezioni e verifiche, considerandone l’intero apporto lavorativo;</li> 	<li>&nbsp;per il personale che utilizza il mezzo proprio (o meglio costretto ad utilizzare il mezzo proprio per mancanza di auto di servizio…), modifica della previsione contrattuale dell’attuale <strong>polizza assicurativa Kasko</strong> in dotazione all’Amministrazione (scade ad inizio 2021), laddove non si prevede la copertura di danni provocati a terzi;</li> 	<li><strong>rimborso per le spese sostenute</strong> per l’espletamento delle missioni corrispondente al percorso effettivamente svolto per l’esecuzione dell’attività, superando approcci ostativi da parte delle articolazioni territoriali dell’amministrazione;</li> 	<li><strong>protocolli di intesa con Gdf o altro organi dello Stato</strong>, pratiche organizzative interne e tutela del personale, con particolare riferimento ai contesti <strong>(criminalità organizzata)</strong> ove può concretizzarsi un rischio per la sicurezza del Lavoratore.</li> </ul><p><strong>Su questi temi avevamo inviato una nota al Direttore Centrale Risorse Umane e Organizzazione, (<a href="https://agenziefiscali.usb.it/leggi-notizia/entrate-problematiche-connesse-con-lespletamento-delle-attivita-istituzionali-esterne-sul-territorio-nazionale-1649.html" target="_blank" rel="noreferrer">clikka qui</a>) chiedendo un incontro per avviare il confronto.</strong></p>
<p><strong>Durante l’incontro tenuto con il Direttore abbiamo quindi rappresentato anche le nostre proposte e possibili soluzioni alle criticità rappresentate</strong>.</p>
<p><strong>Abbiamo riscontrato disponibilità da parte dell’Amministrazione, ma naturalmente il confronto è appena avviato e dovrà trovare continuità nel corso del tempo per trovare delle soluzioni che vadano davvero nella direzione di garantire benessere organizzativo e sicurezza. </strong></p>
<p>Come USB siamo convinti che quando si discute di benessere organizzativo occorra uno scatto di reni e la presa di coscienza che il volontarismo non può durare in eterno.</p>
<p>Solo qualche anno fa in perfetta solitudine sollevammo il problema del responsabile del procedimento: la mobilitazione che mettemmo in campo, le decine e decine di mozioni raccolte spinsero l’amministrazione ad emanare una direttiva che andava parzialmente nella direzione da noi suggerita.</p>
<p>La strada da seguire è esattamente quella.</p>
<p>Noi come USB ci impegniamo a svolgere questo ruolo e a proseguire un confronto a tutto campo con i lavoratori su questi temi.</p>
<p>Lavorare bene, lavorare in sicurezza è un nostro diritto!</p>
<p><em>USB PI – Agenzie Fiscali</em></p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://lavoroinsicurezza.usb.it/fileadmin/archivio/lavoroinsicurezza/ufficio-postura2.jpg" length="51057" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-113410</guid>
                        <pubDate>Mon, 03 Feb 2020 15:16:02 +0100</pubDate>
                        <title>C&#039;è il Natale, fioccano incidenti e infortuni sul lavoro </title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://lavoroinsicurezza.usb.it/news/leggi-notizia/ce-il-natale-fioccano-incidenti-e-infortuni-sul-lavoro-1517.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Nella sola giornata di giovedì, Piacenza è stata tragica protagonista di due eventi che garantiscono al nostro paese il triste primato europeo nella classifica degli incidenti sul lavoro: l'autista di un corriere con sede a Caorso è finito fuori strada nei dintorni di un paese dell'Appennino in Val Nure a causa del fondo stradale ghiacciato, e un mulettista di Gualapack/SAFTA si è sfracellato un piede per il mancato arresto di un elevatore elettrico. In entrambi i casi i lavoratori chiedono (e hanno chiesto nel passato anche recente) verifiche sullo stato dei mezzi e sulla loro manutenzione. In entrambi i casi imputati sono i ritmi di lavoro: sotto Natale bisogna correre per soddisfare i clienti.</p>
<p>In Gualapack è singolare che in questo periodo il committente dichiari esuberi di personale, il fornitore di servizi insista per ridurre e trasferire i dipendenti, mentre i ritmi di lavoro sono aumentati insostenibilmente. Sempre in Gualapack l'appaltatore ha ingaggiato da mesi un braccio di ferro con i propri lavoratori perché oltre alla malattia e alla maternità non paga neppure la propria quota di indennità di infortunio.</p>
<p>Siamo nell'epoca dell'economia 4.0, delle grandi innovazioni tecnologiche, ma per quanto riguarda lo sfruttamento dei lavoratori per il profitto di pochi, stiamo tornando al medioevo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>USB Lavoro Privato - settore Logistica</strong></p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://lavoroinsicurezza.usb.it/fileadmin/_processed_/3/b/csm_BianchiniElisaidirittinonsilicenziano_0cfd0cc335.jpg" length="13228521" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-113409</guid>
                        <pubDate>Mon, 03 Feb 2020 15:15:05 +0100</pubDate>
                        <title>Vogliamo un futuro di diritti e sicurezza per le lavoratrici e i lavoratori della terra</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://lavoroinsicurezza.usb.it/news/leggi-notizia/vogliamo-un-futuro-di-diritti-e-sicurezza-per-le-lavoratrici-e-i-lavoratori-della-terra-1515.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>La campagna Lavoro in Sicurezza di USB non può non denunciare la condizione drammatica dei lavoratori agricoli e dei braccianti. In questi giorni diversi uomini sono rimasti schiacciati in seguito al ribaltamento del trattore, altri rischiano di morire ogni giorno stroncati dal caldo o nel tragitto verso i campi.</p>
<p>Tra gli incidenti nel settore agricolo, quello per ribaltamento del trattore è tra i più diffusi, anche in rapporto agli occupati.</p>
<p>Solo dall’inizio dell’anno sono 83 i lavoratori che hanno perso la vita schiacciati da questo mezzo, ben 183 dall’insediamento del nuovo governo, lo scorso giugno.</p>
<p>Aldilà delle parole di circostanza, la condizione allarmante dei lavoratori agricoli, braccianti e dei piccoli agricoltori, passa nell'indifferenza colpevole della classe dirigente e delle istituzioni, non c'è, infatti, nessuna reale prevenzione sulla sicurezza, nessuna tutela contrattuale, mentre i controlli sono scarsi anzi scarsissimi.</p>
<p>L’USB continua a denunciare lo sfruttamento su cui si poggia la catena del valore che parte dalla raccolta e finisce alla grande distribuzione, obbligando a condizioni servili i braccianti, altrettanto dure e para mafiose per i lavoratori della logistica e di precarietà i dipendenti del commercio. Tra gli alibi che questa la politica connivente utilizza nei confronti dei lavoratori agricoli, c'è l'accusa di non dotarsi delle misure di protezione e nel caso dei trattori di misure anti ribaltamento.</p>
<p>In molti casi queste cosiddette misure, cozzano con i costi e i livelli di produzione richiesti delle aziende. Mediamente il costo dei prezzi alla produzione sono cresciuti dell’1%, mentre i costi fissi sono saliti del 3,8%.</p>
<p>In queste condizioni il dumping sui prezzi operato dalle grandi compagnie, si abbatte direttamente sulle condizioni di lavoro, sulle paghe, sugli alloggi e sull'applicazione delle norme di sicurezza. Pensiamo ad esempio al nocciolo, alle altre forme di coltivazione su terreni, scoscesi, impervi o assolati, dove i tempi dell'uomo si scontrano con quelli del profitto.</p>
<p>Non possono rallentare la raccolta o la pulitura del terreno perché significherebbe essere fuori dal mercato. Quel mercato, fatto di tempi frenetici e prezzi al ribasso, che la Grande distribuzione organizzata impone a tutta la filiera, strangolando i lavoratori pur di fare profitto.</p>
<p>I lavoratori rimangono schiacciati dai mezzi, dove un’irregolarità o un piccolo dislivello sono sufficienti a uccidere. L’aver terminato la giornata sui campi non è garanzia di scampato pericolo e di essere in salvo, il 50% delle morti per ribaltamento del trattore avviene sulle strade, mentre si lasciano i terreni. E’ fatale, spesso, la stanchezza dopo le 11 ore di lavoro, sotto il sole, senza alcuna protezione o turnazione.</p>
<p>Ai lavoratori migranti irregolari dopo essere stati uccisi o feriti dallo sfruttamento, non è concesso neanche l’indennizzo, meglio non va ai lavoratori agricoli residenti. E' in questi settori che si trova quel 40% d’infortuni e di omicidi sul lavoro non denunciati. Ricordiamo Vitali Mordari il taglialegna di 28 anni lasciato morire dissanguato dopo essere stato gettato in un fosso dal suo padroncino, senza contare la strage di braccianti italiani e migranti che ogni anno crepano stroncati dal caldo e dalla fatica.</p>
<p>L'Inail rileva che i braccianti stranieri, non possono essere regolarizzati perché senza un contratto non possono avere la normale patente di guida e tantomeno il patentino per condurre i mezzi agricoli. Una situazione che li costringe a condurre mezzi pericolosi senza le necessarie tutele, o di spostarsi dalle baracche in cui sono costretti ai campi, su mezzi di fortuna stipati all'inverosimile.</p>
<p>Lavoratori invisibili, anche se sono anni che guidano trattori, che si piegano sotto il sole per garantire il profitto nella catena del valore. Al contrario quando muoiono, quando chiedono diritti e protestano, diventano ingombranti, irregolari un problema di cui disfarsi, una questione che questa classe politica nella sua interezza ha l’esigenza di rimuovere con le buone e le cattive per non intralciare un meccanismo che macina miliardi.</p>
<p>Secondo il rapporto Istat del 14/5/19 i valori nazionali del settore parlano di 29 miliardi per la sola coltivazione agricola, che si trasformano in 56 miliardi di valore della produzione, cui si devono sommare 50 miliardi per la produzione di beni e servizi associati .</p>
<p>Nel ventunesimo secolo i braccianti e i piccoli agricoltori sono tornati a morire nei campi, schiacciati da quintali di ferro, a non avere neanche un indennizzo per la propria famiglia e a non comparire neanche in una statistica.</p>
<p>Di fronte ad una situazione simile bisogna lottare più che parlare di sicurezza, lottare per vedere riconosciuti i diritti come lavoratori, lottare per assunzioni regolari, tutele contrattuali vere, condizioni di lavoro e di alloggio degne e diritti essenziali per tutti i braccianti, senza alcuna distinzione.</p>
<p>La campagna nazionale di USB Lavoro in Sicurezza, iniziata a metà giugno procede in tutte le Federazioni con presentazioni ed eventi e sarà rilanciata, dal Campeggio organizzato dalla Federazione del Sociale dell’USB nelle giornate del 5-6-7 settembre prossimo a S. Vito Chietino, per poi riprendere con maggiore sistematicità nel prossimo semestre. La campagna affronterà tutti i rischi cui sono esposti i lavoratori agricoli dalla mancanza dei Dispositivi di protezione individuali (esposizione al sole, sforzo, rischio chimico) per arrivare agli infortuni in itinere, spesso con esito fatale per i lavoratori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Lavoro in Sicurezza</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://lavoroinsicurezza.usb.it/fileadmin/_processed_/3/d/csm_foggia-braccianti2_1606cef754.jpg" length="4968890" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-113407</guid>
                        <pubDate>Mon, 03 Feb 2020 15:10:58 +0100</pubDate>
                        <title>La sicurezza non va in vacanza: Unieuro si impegna a fare le verifiche richieste da USB e dai lavoratori</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://lavoroinsicurezza.usb.it/news/leggi-notizia/la-sicurezza-non-va-in-vacanza-unieuro-si-impegna-a-fare-le-verifiche-richieste-da-usb-e-dai-lavoratori-1512.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Nella giornata di giovedì 8 agosto USB ha incontrato Unieuro per discutere le criticità emerse in materia di salute e sicurezza presso i punti vendita della catena di elettronica. I lavoratori e le lavoratrici di Unieuro lamentano da anni carenze strutturali all'interno dei magazzini, che mettono a rischio la loro salute e la loro sicurezza, creando forte affaticamento dell'apparato muscolo-scheletrico, nonché difficoltà nel coprire i turni, dovendosi talvolta dividere fra piano vendita e magazzino, a causa dell'evidente carenza di personale. USB, con l'ausilio tecnico dell'ergonomo di riferimento sindacale, ha evidenziato i punti critici per la salute emersi dai colloqui con le lavoratrici e i lavoratori di alcuni magazzini Unieuro. Dal canto suo l'azienda ha mostrato disponibilità a verificare i punti segnalati, ad attuare le misure di prevenzione necessarie e a fornirci un riscontro entro la fine di settembre. Sulla base dei riscontri ottenuti dall'azienda decideremo insieme come procedere per ottenere risultati per migliorare concretamente le condizioni di lavoro USB: la difesa dei lavoratori non prende le ferie.</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://lavoroinsicurezza.usb.it/fileadmin/archivio/lavoroinsicurezza/immagini/unieuro.jpg" length="500179" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-113416</guid>
                        <pubDate>Tue, 21 Jan 2020 15:22:00 +0100</pubDate>
                        <title>Napoli, non parliamo di incidente</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://lavoroinsicurezza.usb.it/news/leggi-notizia/napoli-non-parliamo-di-incidente-1523.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description>Come è possibile un incidente del genere su una linea che secondo ANM è stata dotata di tutti i sistemi tecnologici più avanzati proprio per garantire la sicurezza dell’esercizio e tutelare l’incolumità tanto dei passeggeri quanto dei lavoratori.</description>
                        <content:encoded><![CDATA[]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://lavoroinsicurezza.usb.it/fileadmin/archivio/lavoroinsicurezza/4988313_0658_met.jpg" length="13335" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-113417</guid>
                        <pubDate>Mon, 20 Jan 2020 15:23:00 +0100</pubDate>
                        <title>Milano, morire schiacciati dal proprio lavoro</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://lavoroinsicurezza.usb.it/news/leggi-notizia/milano-morire-schiacciati-dal-proprio-lavoro-1523.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description>Raffaele Ielpo, 42 anni, è morto schiacciato dalla caduta di un masso causata dal cedimento della parte superiore dello scavo all’interno del quale stava lavorando.</description>
                        <content:encoded><![CDATA[]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://lavoroinsicurezza.usb.it/fileadmin/archivio/lavoroinsicurezza/csm_MM4_lutto_ad1b5b7577.jpg" length="77412" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
            
        </channel>
    </rss>

